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Divorzio

Ricorso ex art. 709 ter c.p.c.

Quando è possibile – Il genitore può presentare ricorso ex art 709 ter c.p.c. in caso di controversia che sia insorta tra lo stesso e l’altro genitore in ordine all’esercizio della potestà genitoriale o alle modalità di affidamento della prole per ottenere non solo la modifica dei provvedimenti in vigore.

Con la proposizione del ricorso si instaura un sub procedimento all’interno di quello principale, per il quale è competente, stando alla giurisprudenza prevalente, il Giudice Istruttore, quale Giudice del procedimento in corso, nel caso di pendenza della causa di divorzio, mentre se questa è conclusa, è il giudice del Tribunale del luogo di residenza del figlio minore.

 

In presenza di gravi inadempienze - Laddove venga constatata l’esistenza di “gravi inadempienze” quanto all’esercizio della potestà, o di atti che “ostacolino” il corretto svolgimento delle modalità d’affidamento o, più in generale, di atti che arrechino “pregiudizio al minore”, il giudice, oltre a risolvere la controversia, potrà affiancare ad una misura coercitiva (dalla semplice ammonizione alla condanna al risarcimento dei danni in favore del minore e/o dell’altro genitore ex art. 2043 c.c.) la condanna del medesimo genitore “inadempiente” al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria, quantificata da un minimo di 75 euro ad un massimo di 5.000 euro in favore della cassa delle ammende.

 
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Ottenere la giusta tutela delle proprie ragioni è sacrosanto, non rinunciate a "lottare": il diritto cambia di continuo, magari potete vedervi riconoscere oggi quello che ieri sarebbe stato impossibile.

I cosiddetti " soggetti deboli" sono persone come le altre, un individuo fragile è qualcuno che  sogna come tutti, che ha i suoi progetti, le sue aspettative, che va sempre ascoltato  e rispettato.

Litigare è rischioso, un buon legale è quello che chiede magari meno di quanto speravate, ma facendolo arrivare prima che si può, senza litigi, senza costi ingiustificati, senza inutili stress.

Danno biologico, morale, esistenziale: chiedere poco a titolo di risarcimento è sbagliato, troppo si rischia di irritare il tribunale. Occorre far valere il danno effettivo, niente di meno e niente di più.

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