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Contratto in generale

Nullità di protezione

Nozione - Va sotto il nome di "nullità di protezione" una particolare disciplina dell'azione di nullità, in forza della quale vi è una limitazione della legittimazione ad agire per far dichiarare invalido un certo patto. In tal caso, legittimato all'azione sarà unicamente il soggetto da proteggere: il consumatore, ad esempio.

L'espressione "nullità di protezione", di origine essenzialmente dottrinale, è stata inserita nel codice del consumo, nell'ambito della disciplina generale dei contratti dei consumatori, ma si ritrova sostanzialmente riprodotta anche nella disciplina settoriale della vendita dei beni di consumo.

In tutte e due i casi è solo il consumatore a beneficiare dell'azione di nullità, anche se il giudice ha il potere di rilevare d'ufficio l'invalidità della clausola. Si discute, poi, se il giudice possa farlo anche in mancanza di una richiesta espressa del consumatore, il quale potrebbe non reputare di suo interesse l'invalidazione della clausola. La lettera della legge fa propendere per un potere incondizionato di rilevazione della nullità, da parte del giudice.

 

Forno a micro-onde – Consideriamo l'esempio che segue. Una casalinga appassionata di utensili da cucina decide di acquistare, durante una televendita, l'ultimo modello di un forno a micro-onde ad un prezzo conveniente. Il prezzo è talmente basso che la signora accetta di non beneficiare di alcuna garanzia nel caso di vizi della cosa, sottoscrivendo espressamente la clausola che prevede tale limitazione.

Dopo aver ricevuto il fornetto la signora si accorge di un difetto che lo rende inutilizzabile; chiama allora immediatamente il rivenditore per lamentarsi, ma le viene risposto che essa non ha alcun diritto alla riparazione o alla sostituzione del bene, come espressamente previsto dal contratto. Potrà la signora agire - ecco la domanda - contro il venditore del forno a microonde?

 

Imperatività – Si può osservare come, nel caso preso in considerazione, la nullità di protezione tragga origine non tanto dalla vessatorietà della clausola (per cui si dovrebbe far riferimento all'art. 36, d.lgs. 206/2005), quanto dalla imperatività della norma che riconosce al consumatore particolari garanzie, nella compravendita di beni di consumo, secondo quanto dispone l'art. 134, d.lgs. 206/2005. La risposta è, in definitiva, che la casalinga potrà ottenere dal giudice la dichiarazione della nullità della clausola in questione.

 
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L'avvocato che si lagna di non essere capito dal giudice, biasima se stesso. Il giudice non ha il dovere di capire, è l'avvocato che ha il dovere di farsi capire (Calamandrei).

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