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Clicca una delle lettere alfabetiche qui sopra e, fra i titoli che compaiono, potrai trovare le risposte che fanno al caso tuo: ad es. Recesso, Accordi in deroga, Prelazione, Caparra confirmatoria, Dolus bonus, Clausole d’uso, Simulazione, Rappresentanza senza poteri, Motivo illecito. Ti farai così un'idea di ciò che il diritto dice sulle questioni che ti stanno a cuore, e vedrai meglio cosa chiedere nel momento in cui deciderai di contattarci. È probabile ci sia nell'archivio più di una scheda che può interessarti, selezionale con calma spostandoti fra le varie lettere alfabetiche. Per una visione d'insieme dei titoli clicca "all". Informazioni ulteriori potrai trovarle sotto le altre voci tematiche presenti nella HP, ognuna ha il suo archivio specifico. Per essere sicuro di aver visto tutto quello che c'è da vedere, utilizza la funzione "cerca" presente in questa pagina (la ricerca verrà svolta sia sul titolo sia sul testo in cui ciascuna scheda si sviluppa). Nei centocinquanta articoli del "Contratto in generale", che sono al centro del quarto libro del codice civile (artt. 1321-1469 bis), il legislatore italiano del 1942 ha riversato gran parte dei materiali destinati a finire, altrimenti, entro il contenitore del “Negozio giuridico” - ove la scelta fosse stata quella di accogliere, in sede di ricodificazione, il modello dogmatico che i tedeschi avevano impiegato per il loro BGB del 1896/1900. Non è andata così - si sa che è alfine prevalsa, presso i redattori del c.c., la linea della fedeltà all’impostazione francese (ciascun negozio regolato per conto proprio, nella sede più opportuna). Ciò che troviamo nelle disposizioni in esame rappresenta, ad ogni modo, il fior fiore del diritto civile: cos’è il contratto, come e quando si conclude, quali sono i suoi elementi, in che modo interpretarlo, quali i contenuti tendenziali di ogni accordo, quando un contratto è invalido, come si scioglie. L’abc dell’autonomia privata insomma. Sono ancora importanti quegli articoli? Lo sviluppo di tante neo-figure della prassi, negli ultimi quarant’anni, gli interscambi crescenti di tipo transnazionale, il boom dell’analisi economica del diritto, il riguardo sempre maggiore verso la Costituzione, il rafforzarsi della sensibilità consumeristica: tutto ciò è valso a modificare, ecco la domanda, le gerarchie tradizionali? Per un po’ - si potrebbe rispondere - è sembrato di no. Ad un certo punto qualcuno ha cominciato a dire di sì (con soddisfazione o con rammarico); oggi le idee sembrano di nuovo cambiate: sia pur meno risolutamente di un tempo, il centro della disciplina contrattuale appare ancora quello. La questione comunque resta aperta. |
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